Chiuso Silk Road. Ma cos’è Silk Road?

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Ieri è arrivata la notizia che hanno chiuso il bazar della droga online Silk Road, e hanno arrestato il fondatore, il signor Ross William Ulbricht, 29 anni, che si nascondeva dietro al nickname Dread Pirate Roberts.

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Silk Road era conosciuto già da un po’, un enorme avamposto online dove ogni droga poteva essere comprata e spedita a casa tramite pacco postale. La DEA non era mai riuscita a risalire all’identità del suo CEO, fino a ieri, almeno.

Ma cos’è Silk Road, e come è stato possibile tenere in piedi un sito di droghe illegali per così tanto tempo?

Questo brano è tratto da Dark Dark Web, cosmogonie digitali, di Alessandro Oliviero, appena pubblicato per Ctrl Alt Write.

e disponibile all’acquisto qui:
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UNILIBRO

FELTRINELLI

L’autore intraprende un viaggio nella parte più oscura del web per cercare di spiegare e interpretare le controculture che vivono al suo interno (città virtuali della droga…

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UN FILM SU TRAVAGLIO

Su RecensioniUnderground, oltre che fare recensioni underground ed essere minacciato di denuncia, ogni tanto scrivo soggetti di film.
Me ne è venuto in mente uno su Travaglio, di recente.

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Parte I: Travaglio’s quest e Le multe sulla Corsia di Destra

Un ragazzo che potrà avere 21 anni perde interesse per la pornografia quando diventa gay dopo aver visto Travaglio in televisione. Il cambiamento troppo rapido dei suoi gusti sessuali lo spinge a fuggire di casa e a vivere in autostrada nelle piazzole di sosta d’emergenza, dividendo le sue giornate con un autovelox anarchico che si è ribellato alla società e che ha deciso di multare tutti quelli che vanno lenti. Si tiene occupato molestando i vecchi che guidano sulla corsia di destra e calpestando lumache senza guscio. Finché un giorno l’autovelox uccide un poliziotto e comincia a vivere una vita di latitanza nelle campagne autostradali italiane. Il ragazzo capisce che aspettare di perdere la cotta per Travaglio è solo tempo sprecato e così decide di ucciderlo.
Torna a casa e gira due volte la chiave nella serratura della sua camera cantando it’s the final countdown degli Europe e comincia a cercare sul sito del Fatto Quotidiano informazioni che possano aiutarlo a capire dove vive Travaglio e la sua famiglia.

Parte II: Travaglio’s quest e il Glade al profumo di Arlecchino

Mentre si trova in un sito di gossip la sua attenzione cade su un banner pubblicitario: “Studi dimostrano che le donne dell’est sono scientificamente più attratte dagli uomini europei”. Decide di votare il resto della sua vita a confutare queste scoperte, ma a un passo dalla verità viene corrotto dal video “surprise anal sex in a bar” e si perde nei meandri della pornografia in rete.
Passa 28 giorni a operare la maratona di masturbazioni più furiosa e belluina mai effettuata nella storia della razza umana. Utilizza il quantitativo di carta igienica sufficiente a soddisfare una settimana di diarrea in Africa e procura l’abbattimento di più di 50mila alberi della foresta amazzonica causando la scomparsa di una popolazione indigena preincanica e l’estinzione di due specie di bruchi.
Esausto dall’esperienza scopre di non provare più nulla per Travaglio. Esce di camera sfondando la porta e per recuperare le forze si reca in supermercato sperando di trovare il camaleonte di gomma nella confezione dei sofficini al prosciutto.
Ma, all’uscita del portone, scopre una terribile verità. Il mondo è stato conquistato dagli zombie e gli unici esseri umani che portano avanti una strenua resistenza sono asserragliati nei reparti del supermercato. Ogni gruppo vive in un reparto separato.
Così lui va a vivere con quelli della sezione deodoranti ambientali visto che non sopporta la puzza di zombie. Gli torna la cotta per Travaglio ed è triste perché non è riuscito a confutare la teoria che le donne dell’est sono attratte dagli uomini europei. Un giorno scopre che il Glade® contiene una sostanza tossica chiamata c201 Arlecchino(?) in grado di uccidere gli zombie. Non lo dice a nessuno, esce dal supermercato e ne ammazza una decina giusto per riuscire a tornare a casa. Se ne sbatte degli altri e si collega di nuovo a internet. Ora che non deve avere più paura degli zombie nella sua testa si agita solo un pensiero che gli brucia come un ferro rovente stretto tra pollice e mignolo (il così detto mignolo opponibile): trovare Travaglio e dichiarargli i propri abnormi sentimenti.

Nel caso ci sarà anche una parte 3. Ma credo che nel frattempo con i ricavi di questo colossal in due parti potrò anche lasciare il pubblico a sperare in una terza parte che non verrà mai girata, godermi i diritti d’autore e finalmente avere il tempo di chiedere la mano a Travaglio.

Movie Trivia: c201 Arlecchino prende il nome dal suo inventore: la famosa maschera di carnevale che tutto il resto dell’anno lavora come chimico ricercatore per un’azienda privata di cosmetici.
Movie Bloopers: Nella scena in cui il ragazzo liquefa il cervello dello zombie spruzzandogli il Glade® sugli occhi, si può sentire il direttore della fotografia che esclama: “da due giorni mi prude il culo e nessuna crema funziona”
Movie Quotes: “C’ho un amico, sulla Strada Statale A1, che multa gli eiaculatori precoci perché vanno troppo veloci.” L’autovelox dopo aver ammazzato il poliziotto. 

LA RAGAZZA CHE HA SENTITO PADRE PIO CANTARE

 

Sta uscendo fuori una notizia davvero singolare. In pratica si tratta di una ragazza G. Z. che quando aveva 17 anni la mamma l’ha portata a vedere l’esposizione del corpo di Padre Pio. G. soffriva di una malattia genetica rarissima, scoperta a livello sperimentale (su internet non ci trovate niente) da un medico afghano di nome Alhazred Mahud. Questa malattia si chiama balbofagia esogamica e si tratta di uno degli scompensi genetici più desueti e pericolosi che possano esistere. La laringe è così congenitamente flessibile che quando l’aria vibra attraverso la gola per produrre dei suoni, il tubo può flettersi e stringersi, in modo che il paziente non riesca più a respirare. C’è il rischio di rimanere soffocati ogni volta che si parla ad alta voce. Si può solo bisbigliare, stare cauti con le parole e con i suoni, persino un colpo di tosse può essere fatale. Una condizione terribile, perché se a una ragazza togli la parola, in un mondo in cui sopravvive che alza più la voce, vuol dire che le hai tolto tutto.

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Ma G. sembra essere guarita. la sua laringe si è inspessita, è diventata più forte, e adesso frequenta un corso di canto. Quando aveva 17 anni la mamma decide di portarla a vedere l’ostensione del corpo del Santo Padre Pio. La notizia era stata tenuta in silenzio dagli alti prelati della chiesa, per stabilirne l’autenticità, ma adesso che sembra avere conferma iniziano ad uscire fuori le prime incredibili indiscrezioni. Alle ore 17.30 di giovedì 23 (il giorno in cui è morto Padre Pio). Durante la cerimonia di ostensione la ragazza dice di aver cominciato a sentire un sussurro dentro l’orecchio destro. Il sussurro è diventato una voce e poi si è trasformato in un canto. E mentre ascoltava la voce che cantava, G. ha cominciato a cantare anche lei. la madre ha cercato di fermarla perché aveva paura che la laringe di sua figlia potesse crollare, e invece G. ha continuato a cantare.

“La sua voce era bellissima, limpida come un cristallo, pura come l’acqua di sorgente.” Racconta Don Gargiulo Mossino. Testimone del miracolo.

Il canto era “Io sono la vita”, una musica che a Padre Pio piaceva molto, tanto che spesso i monaci che erano con lui dicono di averlo sentito cantare sulle note di questo salmo bellissimo.  La notizia, tenuta riservata per evitare falsi allarmismi e una stampa che facilmente grida AL MIRACOLO, adesso sta cominciando a circolare e nelle prossime settimane dovrebbero essere rese pubbliche le cartelle e i referti medici, perché, secondo le più fantasiose indiscrezioni, sembra che la malattia genetica non sia semplicemente regredita, ma completamente scomparsa. A livello medico scientifico vorrebbe dire che la paziente ha subito una trasformazione genetica che ha permesso alla laringe di ritornare allo stato normale.
Spero di poter fornire notizie più dettagliate dalla prossima settimana, per ora, questo sembra essere uno dei primi veri miracoli documentati con prove scientifiche, mai accaduto prima.

TESSISOGNI

LIBRO CATTIVO

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Titolo: Tessisogni

autore: Alain Voudì, Vanni Camurri, Claudio Cordella, Grey Delacroix, Alexia Bianchini, Livin Derevel, Carmelo Cicero, Lucia Carpenetti.

casa editrice: ST – BOOKS

anno di edizione: 2012

prezzo: 1,49 euro

Ho detto già che sul mare di internet bisogna conoscere bit e motori di ricerca come venti e correnti, è necessario, serve a dirigersi verso le coste più misteriose. Ora, pochi lo sanno, ma esiste una caratteristica che tiene uniti tutti gli esploratori: tra mille persone riescono a riconoscersi. Portano addosso l’odore della tempesta e la tempesta li segna per sempre. Se li guardate negli occhi vedete l’alta marea e se vi accostate  a loro, come attraverso le conchiglie, sentite il rumore delle onde.

Ieri ho incontrato per la prima volta la tempesta, e ho fatto naufragio su una misteriosa isola  fatta di strani sogni e di incubi. ST-BOOKS è una realtà digitale che si occupa prevalentemente di fantasy, thriller, steampunk.

Ho afferrato il mio vecchio Kindle grigio a schermo sporco e ho ci ho caricato sopra l’antologia Tessisogni.

Racconti di fate, ma non quelle che ti mettono i soldi sotto al cuscino quando ti cade un dente, più il genere  che ti rapina e poi ti strappa i denti. Fate che distruggono il mondo degli umani e riducono in schiavitù la popolazione superstite, li ibridano ad altre specie per cancellarne la razza. Mi piace l’idea e anche la copertina.

Ma girata pagina comincia l’incubo che ti fa rimpiangere la tempesta.

È un ebook, un libro elettronico, va bene: quelli di ST-BOOKS, probabilmente, non se ne sono accorti.  Tutto è organizzato come dentro a un libro cartaceo. Nessun link diretto al sito,  nessun indice interattivo che permette di spostarsi da un racconto all’altro.

Il disagio si fa più evidente una volta iniziato a leggere il primo racconto. Fata di Latta, di Alexia Bianchini. Dopo cinque pagine di noia paralizzante vorresti passare al secondo racconto, cerchi di raggiungere l’indice ma l’indice non esiste. Allora si va avanti a forza di tasti. Avanti, avanti, avanti. Tengo il pollice in allenamento, fa bene.

Il secondo racconto, di Claudio Cordella, è il migliore dell’antologia. Ha una bella trama, troppe volte ingenua, la scrittura non è matura ma diventa a tratti visionaria, è una buona cosa: è l’unico racconto che riesco a finire.

Nel terzo racconto Lucia Carpenetti ci atterrisce con una storia banalissima: la solita ragazza che si crede diversa dalle altre, con tutto il suo teatrino psichico da adolescente pseudodisturbata, la solita amica stupida ma fedele e, guarda un po’, nella loro classe arriva un nuovo, misterioso ragazzo che che turba profondamente la protagonista. Dove l’ho già sentita questa?

Ancora una volta metto duramente alla prova il pulsante del mio povero Kindle, nel frattempo il mio dito si fa più veloce, scopro nuovi giochetti di polpastrello che mi permettono di saltare due pagine alla volta. Divento abile, me ne compiaccio.

Il fatto è che non si può mettere insieme un’antologia senza curare per niente l’aspetto narrativo. Tessisogni è una raccolta di racconti brevi che manca irrimediabilmente di attrattiva, mordente, carattere. Idee simpatiche rese nella maniera più bieca e insopportabile: una prosa piatta e compiaciuta che vi accompagna come una vecchia nonna grassa e puzzolente per tutta l’antologia. La mediocità della fanfiction è padrona assoluta di queste storie.

E quindi, nonostante la tempesta, sono fuggito di corsa dall’isola di ST BOOKS, affidandomi al mare. Il mare che a volte è traditore, ma ti costringe a stare all’erta e quindi non ti annoia mai. Sono andato via con una promessa, però. Sono pronto a ricredermi se riceverò da ST BOOKS un nuovo libro: raccolta, romanzo, novella, non importa, che sia capace di farmi cambiare idea. Stupitemi.

VOLUME NERO

LIBRO BUONO

 

Titolo: Volume Nero

autore: Pietro Dossena, Davide Semenzin, Giuseppe Galluccio, Chine Rutty

casa editrice: Ctrl Alt Write

anno di edizione: 2012

prezzo: 0,99

Recensita su Thrillermagazine. Cliccate sull’immagine per andare al sito.

A una certa età ci si inizia a capire. Io ho capito che sono un esploratore. Posso sembrare solo un marinaio alla deriva; invece, sulla mia piccola zattera, divento lupo di Internet.
Anche qui, come sul mare, bisogna conoscere bit e motori di ricerca come venti e correnti, è necessario. Serve a dirigersi verso le coste più misteriose. Da queste terre poco indicizzate dalle mappe di Google provengono segni di vita forti e sotterranei.
È la letteratura underground, frustrata dalla realtà, che ha deciso di accamparsi su internet e lanciare la sua prima offensiva all’editoria digitale con Volume Nero, un’antologia di racconti brevi e brevissimi che ripaga lunghe ricerche nel tentativo di trovare qualcosa di buono da recensire.
Lo fa attraverso il laboratorio Ctrl Alt Write, di cui avevo già parlato quando era uscito il progetto di Freaks! 8 racconti. Ma c’è una differenza tra essere interessati ed essere entusiasti;  adesso io sono più la seconda cosa. Dentro a Volume Nero c’è raccontata la degenerazione di tutti i sentimenti. E anche la loro rinascita. Storie brevi e brevissime, che portano le insegne della letteratura a 140 caratteri ma ne sono la nemesi, il cavallo di troia, l’incontrollabile vendetta. Lasciateli entrare, questi racconti, oppure fate come volete: loro troveranno il modo di superarvi e scatenarsi.

Pietro DossenaDavide Semenzin, sono solo due autori che mi vengono in mente (perché nella mente mi sono rimasti) su quattro dell’ebook.
Il formato digitale e quello della copertina fanno di questo libro una sorta di CD. E Infatti viene pubblicato in una collana che si chiama Split, come i vecchi dischi underground prodotti dalle piccole case discografiche.
Anche se Volume Nero è un po’ troppo breve (sono meno di 100 pagine) all’interno del libro c’è un link che serve a scaricare gratuitamente un altro piccolo testo, una specie di spin off a Volume Nero. Si chiama Le Uova di Volume Nero e siamo su un genere un po’ più duro: sempre racconti brevi, ma thriller, grotteschi, horror.
È difficile recensire un libro come Volume Nero. Il formato esclusivamente ebook e la chicca digitale del libro nel libro ne fanno un prodotto assolutamente originale, con la paura che troppa tecnologia appaia ancora poco amichevole alla maggior parte dei lettori, e che li allontani ingiustamente da un’antologia che ha dalle qualità narrative straordinarie.
Consiglio di leggere il racconto in anteprima: La donna che Trasformava gli Uomini in gatti, per farsi un’idea del genere. Se deciderete di andare più a fondo, c’è Davide Semenzin con i racconti brevissimi di vite intere che si scontrano e poi si lasciano perdere. L’esplorazione sistematica delle perversioni di Chine Rutty, e le avventure del reietto detective privato Tony Miami; Giuseppe Galluccio vi introdurrà agli anni della canapa indiana come un cameriere sorridente che vi riserva il tavolo migliore all’interno di un bosco viola e sognante.
Se volete conoscere un altro mondo, allora prendete Volume Nero, entrateci dentro. Io ne sono appena uscito, e ora mi dirigo verso altre terre.

 

FREAKS! 8 RACCONTI

LIBRO BUONO

 

Titolo: Freaks! 8 Racconti

autore: Tod Robbins

traduttore: Alessandro Oliviero

casa editrice: Ctrl Alt Write

anno di edizione: 2012

prezzo: 3,99

Questa è la prima recensione che mi hanno pubblicato su horrorMagazine.

Per leggere la recensione dal sito, cliccate sull’immagine.

Capita spesso, soprattutto in tempi recenti, di imbattersi in realtà digitali sconosciute. A meno che non abbiate dedicato gli ultimi dieci anni della vostra vita a un duro eremitaggio, lontani dalla società moderna, dovreste sapere che il mare di Internet è burrascoso e contiene molti piccoli territori emersi. Di recente ho fatto approdo su Ctrl Alt Write, uno strano laboratorio editoriale e virtuale che come prima uscita pubblica un’antologia inedita di racconti molto particolare. Si tratta delle storie diClarence Aaron Robbins (1888–1949), in arteTod Robbins, uno scrittore americano rimasto praticamente muto nel campo editoriale italiano per diversi anni, a parte rare eccezioni (un’antologia Mondadori sulla figura del mostro nel cinema e, di recente, Millennium Thriller, per Newton Compton), ma in entrambi i casi si trattava della pubblicazione dello stesso racconto: Spurs.

Mai sentito? Eppure da questa storia fu tratto uno dei film cult più interessanti del ‘900,Freaks, la pellicola girata da Tod Browning nel 1932, maledetta e vietata per anni nei cinema di tutto il mondo.

Ctrl Alt Write ha fatto uscire, proprio in questi giorni, un’antologia di 8 racconti (più una traccia fantasma) dello scrittore che ha ispirato la sceneggiatura del film Freaks. Il libro viene distribuito solo in formato ebook. Ma il formato digitale non è semplicemente un modo per risparmiare sulla carta. Ci sono diversi link ipertestuali e un indice interattivo che risulta davvero utile visto che il libro è da leggere su un supporto elettronico portatile. I racconti, anticipati da uno studio critico e biografico pertinente e piuttosto originale, rappresentano la parte più bizzarra. Tod Robbins, che conoscevo solo, appunto, per il racconto Spurs, ha uno stile incredibilmente poetico eppure con delle tendenze pulp e ironiche che rendono l’atmosfera del narrato rarefatta e un po’ burlesca. Le trame sono sviluppate in modo semplice. L’argomento è sempre il mostro, che sia un essere umano o un esemplare criptozoologico (una sirena, per esempio) non ha limiti; spesso i ruoli dei personaggi si ribaltano e siamo costretti ad accettare che i propositi più malvagi sono portati avanti e perpetrati proprio da coloro che dettano le regole, piuttosto che dai ribelli, come ci hanno insegnato a credere. Perché Tod Robbins vuole dirci appunto questo: la parte del corpo più mostruosa è proprio la testa, quella che comanda.

Chi si interessa di cinema e ama il film Freaks sentiva sicuramente la mancanza di un lavoro del genere a rappresentare in Italia uno scrittore assolutamente originale. E ne va reso il merito a una piccola e misteriosa casa editrice come Ctrl Alt Write, che ha saputo portarlo alla luce, seppure in modo discreto.